Dopo l’uccisione del Re la Villa viene dismessa e la Famiglia Reale trasferisce, nell’arco di quasi un ventennio, il ricco patrimonio di arredi, oggetti ed effetti personali in altre residenze.

 

Nel 1919, con Regio Decreto del 3 ottobre, la Villa viene ceduta al Demanio Statale. Nel 1920 un altro Decreto assegna la Villa in uso ad un consorzio composto dalla milanese Società Umanitaria e dai Comuni di Milano e di Monza.

 

A partire dal 1921, all’interno della Villa viene istituita l’Università delle Arti Decorative – che nel 1929 diventa Istituto Superiore per le Industrie Artistiche (ISIA) e oggi Liceo Artistico Statale della Villa Reale di Monza “Nanni Valentini". Contestualmente all’apertura dell’Università, Augusto Osimo promuove, su modello della "Esposizione lombarda di arti decorative" allestita nel 1919 all’Umanitaria di Milano, una serie di "Esposizioni internazionali di arti decorative" allo scopo di favorire l’aggiornamento della cultura artistica e manifatturiera nazionale, grazie anche al confronto con esperienze estere, e ne affida la realizzazione a Guido Marangoni.

 

A partire dal 1923, le "Biennali delle Arti Decorative" e Industriali Moderne trovano posto nelle sale della Villa e vedono la partecipazione dei padri fondatori del design italiano, ovvero di intellettuali, progettisti e imprenditori influenti come Guido Andlovitz, Piero Bottoni, Osvaldo Borsani, Felice Casorati, Fortunato Depero, Luigi Figini e Gino Pollini, Gio Ponti, Giuseppe Terragni. Le Biennali fanno inoltre convergere a Monza, tra il 1923 e il 1930, realtà creative da tutta la Penisola e da tutta l'Europa.

 

L’ultima Biennale monzese, la quarta, del 1930, ne vede la trasformazione in manifestazione a carattere triennale e, a partire dalla V Triennale del 1933, tutte le successive manifestazioni si svolgono a Milano nel Palazzo dell’Arte, progettato hoc da Giovanni Muzio, attuale sede di Triennale Milano.

 

Nel 1934, con Regio Decreto, Vittorio Emanuele III dona la Villa ai Comuni di Monza e di Milano.

 

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