L’avvento della Seconda Guerra Mondiale e le vicende dell’immediato dopoguerra, comportano la trasformazione d’uso di numerose strutture architettoniche del Parco oltre che una serie di occupazioni, di ulteriori spoliazioni e il decadimento del monumento e del verde. Insieme al Pubblico Registro Automobilistico e ad una parte degli uffici dell’Automobile Club Milano, al Parco di Monza viene trasferito lo zoo di Milano, che occupa il Serrone annesso alla Villa Reale e i Giardini Reali fino agli anni Settanta. I prati vengono trasformati in coltivazioni agricolo-alimentari e molte piante vengono tagliate per differenti impieghi.

L’Autodromo, fortemente danneggiato è adibito a deposito di veicoli da distruggere.

 

A partire dagli anni 50 i Comuni di Milano e Monza concedono l’uso della Villa per diverse manifestazioni commerciali fra cui 43 edizioni della Mostra Internazionale dell’Arredamento (MIA) che proseguono fino al 1990-91.

 

Con un provvedimento del 2 maggio del 1966 la Soprintendenza conferma l’interesse storico e artistico del complesso monumentale; i Comuni di Milano e Monza, contestualmente, si impegnano a destinare la Villa ad uso pubblico e a pubblici servizi. Tra le varie ipotesi non realizzate, tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ‘70 c’è quella di destinare la Villa Reale alla sede del Comune di Monza o alla sede della Regione Lombardia

 

Intorno alla fine degli anni ‘70 il parco diventa in larga parte pedonale e, per poterne aumentare la fruibilità paesaggistica, vengono creati nuovi percorsi. Questa una prima revisione del verde annesso alla Villa trova il suo culmine nel 1996.

 

Gallery

Nel 1990 viene presentato un disegno di legge per la costituzione di un Ente per la Villa Reale, anche allo scopo di limitare e regolamentare gli eventi commerciali negli spazi della Villa, che di fatto ne avevano impoverito l’immagine e l’identità storica.

 

Nell’ottica di recupero e tutela dell’intero complesso monumentale, nel 1995, la Regione Lombardia vara la legge 40/95 che prevede uno stanziamento di circa 10milioni di lire per una serie di interventi di adeguamento dell’Autodromo e per l’attuazione di un "Piano per la rinascita del Parco di Monza" con interventi di recupero sul parco e sulla Villa, realizzati poi nei 5 anni successivi. Questo piano si dimostra in grado di invertire in senso positivo il processo di abbandono e degrado subito dal Parco e dalla Villa per tutto il Novecento e di aprire di fatto la strada ad un radicale cambiamento della percezione dell’identità del luogo grazie anche all’adozione di un’immagine coordinata e di una segnaletica unitaria.

 

Il 4 aprile 1996, viene stipulato un atto di cessione definitiva gratuita della Villa e del Parco tra Ministero delle Finanze, Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Milano, Comune di Milano e Comune di Monza che ne diventano gli unici proprietari. A partire da questa data vengono realizzati una serie di interventi per l’attuazione di un programma pluriennale di riqualificazione del sistema degli accessi al parco, di valorizzazione delle architetture storiche al suo interno e di risanamento di numerosi ecosistemi ecologici.

Monza - Villa Reale - facciata principale, Gabriele Basilico, 1997 – courtesy © Gabriele Basilico / Archivio Gabriele Basilico
Monza - Villa Reale - facciata principale, Gabriele Basilico, 1997 – courtesy © Gabriele Basilico / Archivio Gabriele Basilico