La Villa Reale di Monza è una grande residenza privata di rappresentanza e “delizia” in stile neoclassico progettata da Giuseppe Piermarini su commissione dell’ l'imperatrice Maria Teresa d'Austria per il suo quarto figlio, l'arciduca Ferdinando d’Asburgo, suo rappresentante in Lombardia.

 

Nel progetto della Villa, fortemente influenzato dal classicismo, Piermarini si ispira al Castello di Schönbrunn, alla Reggia di Versailles e alla Reggia di Caserta (alla quale aveva lavorato con Vanvitelli). La costruzione viene portata a termine in soli tre anni e la Reggia (intesa come il sistema costituito da Villa Reale e Parco) usata dall’arciduca come propria residenza di campagna fino all’arrivo delle armate napoleoniche nel 1796.

Villa Reale di Monza, Giuseppe Piermarini, 1777 – 1778 - courtesy Comune di Milano, Raccolta delle Stampe "Achille Bertarelli"
Villa Reale di Monza, Giuseppe Piermarini, 1777 – 1778 - courtesy Comune di Milano, Raccolta delle Stampe "Achille Bertarelli"

All‘arrivo di Napoleone a Milano, nel 1796, la Villa viene dapprima utilizzata come alloggiamento militare per essere poi ripristinata nel 1802 e trasformata in sede politica e di governo oltre che di residenza di Napoleone stesso e successivamente – nel 1805 – del suo viceré, il figliastro Eugenio di Beauharnais.

 

Nel settembre del 1805 Napoleone affida al viceré la realizzazione, intorno alla Villa, di un parco che per sua volontà dovrà essere «più maestoso di quello di Versailles». Vengono così costruiti i 14 km di mura che racchiudono i 700 ettari di area verde che rendono il Parco di Monza il più grande parco recintato d’Europa.

 

Il complesso e imponente progetto del parco comprende al suo interno una serie di giardini, boschi, ville patrizie, cascine agricole, mulini oltre che un articolato sistema di rogge. Si tratta di un polmone verde che Napoleone non concepisce come un giardino di delizie, così com’era stato nei progetti originari dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria, bensì come un’azienda agricola modello, un luogo d’intrattenimento e una riserva di caccia: una distesa nella quale ci si può letteralmente perdere dopo aver goduto dell’arte all’interno della Villa.

Monza e Parco di Monza da Piante delle città capoluoghi delle provincie del Regno Lombardo Veneto, Stampatore Bettalli Antonio, Milano, 1840 - courtesy Comune di Milano, Raccolta delle Stampe "Achille Bertarelli"
Monza e Parco di Monza da Piante delle città capoluoghi delle provincie del Regno Lombardo Veneto, Stampatore Bettalli Antonio, Milano, 1840 - courtesy Comune di Milano, Raccolta delle Stampe "Achille Bertarelli"

Dopo l’abdicazione di Napoleone, nel 1814, le truppe austriache tornano a Milano e la Villa viene abbandonata fino al 1818, anno in cui vi si stabilisce il viceré Ranieri il quale dedica una cura particolare ai Giardini Reali mantenendoli aperti e fruibili a tutta la cittadinanza.

 

Nel 1848 il complesso viene adattato a quartier generale del Conte Radetzki. I lavori nella Villa, curati da Giacomo Tazzini, sono volti soprattutto a completare gli aspetti decorativi del progetto di Piermarini in quasi tutti gli ambienti del primo piano nobile.

 

La Villa torna ad essere una sfarzosa sede di corte solo tra il 1857 e il 1859 durante la permanenza a Milano dell’ultimo rappresentante della casa d’Austria, Massimiliano I d’Asburgo, fratello di Francesco Giuseppe.

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Con l'annessione della Lombardia al Regno di Italia nel 1859, la Villa diventa proprietà dei sovrani.  Umberto I, Re d’Italia dal 1878, trascorre lunghi periodi di riposo nella Villa durante i quali mette in atto le ultime importanti trasformazioni di quasi tutti gli ambienti del blocco monumentale - compresi gli appartamenti per sé e per la regina Margherita.

 

L'uccisione, per mano dell’anarchico Gaetano Bresci, di Re Umberto I nelle vicinanze della Reggia, nel luglio del 1900, interrompe i lavori e la vita mondana all’interno della Villa, che da quel momento viene chiusa e abbandonata dai sovrani e dalla corte.

L'assassinio del Re Umberto, La facciata verso il parco della grandiosa Villa Reale di Monza, Achille Beltrame, da “La Domenica del Corriere”, a. II, n. 32, 12 agosto, Milano 1900 - courtesy Comune di Milano, Raccolta delle Stampe "Achille Bertarelli"
L'assassinio del Re Umberto, La facciata verso il parco della grandiosa Villa Reale di Monza, Achille Beltrame, da “La Domenica del Corriere”, a. II, n. 32, 12 agosto, Milano 1900 - courtesy Comune di Milano, Raccolta delle Stampe "Achille Bertarelli"
Il trasporto della salma di Umberto I° dalla Villa Reale alla stazione di Monza, nel pomeriggio dell'8 corr., da La Domenica del Corriere, a. II, n. 33, 19 agosto, Milano 1900 - courtesy Comune di Milano, Raccolta delle Stampe "Achille Bertarelli"
Il trasporto della salma di Umberto I° dalla Villa Reale alla stazione di Monza, nel pomeriggio dell'8 corr., da La Domenica del Corriere, a. II, n. 33, 19 agosto, Milano 1900 - courtesy Comune di Milano, Raccolta delle Stampe "Achille Bertarelli"

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